Che cosa accadde a Kurukshetra? Bhagavad Gita n° 2
Voglio riepilogare alcuni momenti pertinenti al contesto della Bhagavad Gita. In primo luogo occorre ricordare che quest’opera è una minuscola parte del colossale poema epico del Mahabharata. Quest’ultimo infatti è composto da 18 libri, costituiti da 100.000 shloka (versi). Questo poema è di difficile datazione anche perchè può essere stato oggetto di successivi aggiustamenti; la sua datazione comunque varia tra il IV sec. a.C. e il IV d.C.
Della Bhagavad Gita se ne parla nel Mahabharata al V° Udyoga Parva (Libro), in cui si descrivono i preparativi alla guerra, e al VI° Bhisma Parva (Libro) in cui, ai capitoli 25-42, è raccontata la Bhagavad Gita.
Bharata era il nome di un prestigioso e potente re dell’India antica. E’ anche il nome con cui gli Indù chiamano attualmente il loro Paese. Del giovane Bharata si narra che visse nella foresta ed era tanto coraggioso da mettere il proprio capo della bocca di leoni e tigli per contare i loro denti. Da lui, attraverso più generazioni, si giunge al re Kuru la cui dinastia è in parte presente nella Bhagavad Gita.
Dal re Kuru prese il nome la località di Kurukhetra, in cui si svolse la guerra descritta nel Mahabharata.
Qui, appunto nella località di Kurukshetra (oggi 900.000 abitanti), si svolse la guerra per l’acquisizione del trono di Hastinapura (oggi una cittadina sui 21.000 abitanti). La prima si trova nello stato dell’Haryana, la seconda nell’Uttar Pradesh ad un distanza di 180 km.
Dal re Kuru, attraverso diverse generazioni, si giunge al re Shantanu. I suoi figli sono il saggio Bhishma, che scelse il celibato lasciando il regno ai suoi fratellastri (il re Shantanu si era infatti risposato), Chitrangada e Vichitravirya. I figli di quest’ultimo furono Dhritarashtra e Pandu.
Dhritarashtra su padre di 100 figli tra cui i principali furono Duryodhana, Dushasana. Questi 100 fratelli furono spesso in conflitto e rivalità tra loro.
Pandu fu padre di cinque figli. In particolare dalla prima moglie, Kunti, ebbe, con l’aiuto di diverse divinità, i primi tre figli protagonisti della Bhagavad Gita, Yudhishthira, Bhima e Arjuna. Dalla seconda moglie Nakula e Sahadeva. Per un quadro più preciso si può vedere l’albero genealogico dei Kuru (p.es.: Family Tree of Kuru Dynasty).
Bhishma
Bhishma, figlio del re Shantanu, rinunciò a sposarsi e al regno per un voto fatto al padre. Per permettere al padre di risposarsi e avere così eredi legittimi al trono fece voto, con la castità, di rinunciare al suo diritto di primogenito. Con questo voto Bhishma diede modo ai fratelli (Vichitravirya e Chitrangada) di sposarsi e di avere legittimi eredi. Bhishma fu un grande saggio, da tutti riconosciuto tale, si mantenne fedele alla sua dinastia che faceva capo al re Kuru. Nella guerra di Kurukshetra si schierò quindi, per questa sua fedeltà, con i Kaurava.
La prima moglie di Shantanu era una divinità, la dea Ganga. Questa origine divina di Bhishma si rivelò appieno nella guerra. Egli infatti aveva il dono di essere lui a scegliere quando morire. E’ rappresentato sul letto di morte trafitto da molteplici frecce e, allo stesso tempo, sempre proteso a infondere messaggi di saggezza ai contendenti.
Il re Pandu, capostipite dei Pandava
FOTO sopra: Il re Pandu
Dhritarashtra, capostipite dei Kaurava
Dhritarashtra, cieco di nascita, ebbe come figli a sua volta Duryodhana insieme a 99 fratelli;. Egli è il capostipite della dinastia dei Kaurava . Questi ultimi acquisirono con l’inganno il regno di Hastinapura, sottraendolo ai Pandava, i figli di Pandu. Questi ultimi furono costretti ad un lungo esilio.
FOTO: Il re cieco Dhritarashtra con Sanjaya il suo consigliere. Sanjaya aveva il dono della chiaroveggenza e riferiva al re che cosa stava accadendo sul campo di battaglia. Nella Bhagavad Gita interviene spesso ad assolvere a questo compito.
I cinque Pandava
Al centro vi è Draupadi: sotto la nota alla voce “Donne nella dinastia dei Kuru”
Questi furono i cinque figli di Pandu: Yudhishthrira, Bhima, Arjuna, Nakula e Sahadeva
Duryodana, guerriero Kaurava
FOTO sotto: Duryodhana, uno dei 100 Kaurava, figli di Dhritarastra, i re cieco
In una partita a dadi truccata Duryodhana sottrare il regno ai Pandava, obbligandoli ad un esilio di 13 anni. Al loro rientro Duryodhana si rifiutò di restituire il regno ai Pandava. Ebbe così inizio la guerra di Kurukshetra.
Krishna
Il Divino e l’Umano si incontrano nella Bhagavad Gita con i due principali protagonisti. Da un lato Krshna e dall’altro Arjuna. Cugini e amici dall’infanzia si trovarono sul campo di battaglia. Krshna, manifestazione di Visnu, era il cocchiere di Arjuna. Arjuna spesso gli si rivolgeva per superare i propri dubbi o per dare un senso a certi eventi, senza saperne la sua vera natura.
Da piccoli Krishna e Arjuna, cugini e amici al contempo, giocavano assieme. Già da piccolo, con grande semplicità, Krshna dimostrava di possedere qualità particolari. Si racconta a proposito che, assieme ai suoi amici, era goloso di burro. Un giorno salì su una credenza per prendere il burro che la madre aveva nascosto. Nel mentre giunse la madre a redarguirlo e gli fece aprire la bocca. Con meraviglia, anzichè il burro, vi vide ruotare tutto l’universo.
Si racconta anche che durante una passeggiata assieme, incontrarono un povero brahmano con una spada in cinta. Arjuna gli chiese il perchè e il brahmano spiegò che aveva quattro persone da punire. Dopo aver detto delle prime tre, aggiunse: “Il quarto nemico è Arjuna. Ha fatto del mio Signore il suo cocchiere. Quanto dolore deve avergli procurato!” Il brahmano, nel dire questo, pianse. Allora Arjuna si spogliò di ogni qualsivoglia orgoglio e chiese perdono a Krisha dicendo: “Non sapevo avessi così tanti devoti in questo mondo. Non sono nulla”.
Drona, il maestro d’armi
Un’altra figura da tener presente è quella di Drona. Non è un partente di una delle due parti in conflitto. Era abilissimo come consigliere nelle arti della guerra e in particolare nel tiro con l’arco. Fu maestro anche di Krishna però, dato che era ambizioso, nel conflitto si schierò con i Kaurava. La sua figura rimane comunque emblema di saggezza.
FOTO sopra: Il saggio Drona insegna ad Arjuna l’arte della guerra e del tiro con l’arco
Arjuna tra i due eserciti e la sua angoscia
Arjuna dal suo carro vede le due schiere, vede tutti i suoi parenti schierati sul campo di Kurukshetra pronti a farsi guerra per il possesso del regno. E’ preso dallo sconforto per ciò che stava accadendo, Krishna interviene non già come cocchiere ma come Maestro., ricordandogli il suo dovere.
Le donne nella dinastia dei Kuru
Alcune figure femminili per sondare l’importanza del femminile, sia nel suo aspetto terreno che divino.
Kunti, grande figura di donna e di madre. Fu di sostegno ai suoi tre figli, Yudhishthira, Bhima e Arjuna. Il re Pandu per una maledizione non poteva avere figli, Kunti, aiutata da diverse divinità, partorì questi tre figli. Inoltre aiutò Madri, seconda moglie di Pandu e sempre tramite i suoi poteri, a concepire gli altri due figli Nakula e Sahadeva.
Draupadi
La figura di Draupadi. Vi fu un torneo tra i Pandava per avere la mano di Draupadi e vinse Arjuna. Egli andò dalla madre e contento le disse: “Madre, ho vinto un grande premio!”. Kunti, senza sapere di che si trattasse, disse: “Qualunque cosa tu abbia vinto, figlio mio, condividila con i tuoi fratelli”. Arjuna, fedele alla volontà di sua madre, fece come lei gli aveva detto. Draupadi divenne moglie di tutti i cinque Pandava. Vissero tutti questo rapporto inusuale con affetto e serenità, data la forza psicologica di Draupadi. La grande umiliazione subita da Draupadi dopo la sconfitta della partita a dadi, truccata da Duryodhana a danno di Yudhishthira e dei Pandava che implicava l’acquisizione del regno di Hastinapura, fu tra le cause della guerra di Kuruskhetra.
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Il campo di Kurukshetra
Tempo addietro era un acquitrino sacro in cui i fedeli facevano delle abluzioni. Non ci sono informazione certe che esistesse anche ai tempi della guerra in oggetto.
Armi
Le armi usate in guerra con i nomi dei più importanti guerrieri che le hanno usate:
- Arco e frecce: Arjuna, Bhishma, Drona
- Mazza: Bhima, Duryodhana
- Lancia: Yudhisthira
- Spada: Nakula, Sahadeva (i fratelli Arjuna, Yuddhishthira e Bhima)
Divisioni a formazione
Ogni esercito consisteva di più divisioni: i Kaurava ne avevano undici, mentre i Pandava ne controllavano sette. Una singola divisione includeva 21.870 carri (con relativi conduttori), 21.870 elefanti (con relativi conduttori) 65.610 cavalli (con relativi conduttori) e 109.350 soldati a piedi. In vari momenti durante la battaglia, il Comandante Supremo poteva ordinare formazioni speciali (vyuha). Ogni formazione aveva uno scopo preciso, infatti alcune erano di tipo difensivo, mentre altre di tipo offensivo; in ogni caso, ogni formazione aveva i propri punti di forza e di debolezza.
Le regole del combattimento
I due Comandanti Supremi si incontrarono e stipularono le regole di guerra. Alcune di esse:
- La battaglia deve iniziare non prima dell’alba e concludersi esattamente al tramonto.
- Più guerrieri non possono attaccare un singolo combattente.
- Due guerrieri possono cimentarsi in “duello”, ovvero indugiare in prolungati combattimenti personali, solo se entrambi utilizzano le stesse armi e lo stesso mezzo di trasporto (un cavallo, un elefante, un carro, o nessuno di essi).
- Nessun guerriero può uccidere o ferire un nemico che si sia arreso.
- Chi si arrende diviene un prigioniero di guerra ed uno schiavo.
- Nessun guerriero può uccidere o ferire un combattente disarmato.
- Nessun guerriero può uccidere o ferire un combattente che abbia perso i sensi.
- Nessun guerriero può uccidere o ferire una persona o un animale che non prenda parte alla guerra.
- Nessun guerriero può uccidere o ferire un combattente che sia posizionato di spalle.
- Vanno seguite le regole specifiche di ciascuna arma; ad esempio, nei combattimenti con la mazza è proibito colpire sotto la cintola.
- I guerrieri non possono cimentarsi in qualsiasi tipo di combattimento ingiusto o sleale.
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