I 3900 km. dei Monaci, i 200 de La Pagoda, ognuno è in cammino, la Ruota perennemente gira
Dopo 3900 km a piedi, 15 settimane di cammino, 19 Monaci buddhisti sono giunti a Washington l’11 febbraio 2026 a portare il messaggio di pace che ha animato il progetto: Walk for Peace. Giunti a Washington per loro ha preso la parola il Venerabile Panyakara Bhikkhu, che ha pronunciato al Lincoln Memorial il seguente preghiera:
“Che ogni nazione possa vivere in sicurezza, stabilità e dignità, libera da paura, caos e sofferenze inutili.
Che ogni persona sia ascoltata, rispettata e protetta, indipendentemente dalla razza, dalle origini, dalla fede o dalla lingua che parla.
Che la paura sia sostituita dalla comprensione e che l’incomprensione non diventi mai più motivo di violenza.
Che l’odio si trasformi in compassione, così che il dolore sia affrontato con cura anziché con biasimo.
Che la pace non esista solo nelle parole e nei discorsi, ma nelle leggi, nelle politiche, nelle comunità e nella vita quotidiana.
Che la vera forza non si misuri con il controllo, la forza o le armi, ma con il modo in cui ci proteggiamo a vicenda, soprattutto i nostri figli e i più vulnerabili.
Che il progresso cammini sempre di pari passo con la moralità e che la crescita non si basi mai sulla sofferenza umana.
Che il dialogo sia preferito al confronto e l’ascolto al giudizio nelle famiglie, nelle società e nelle nazioni.
Che le persone trovino la pace nei propri cuori, così che il mondo non abbia più bisogno della violenza per sopravvivere.
Che il cammino verso la pace non richieda nemici, ma solo esseri umani che tornano alla moralità, alla responsabilità e gli uni agli altri.
Infine, ma non meno importante, ricordatevi ogni mattina di scrivere ciò di cui abbiamo parlato… “Oggi sarà il mio giorno di pace”.
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Con il “cammino” il messaggio si diffonde e risuona. Lineare o circolare che sia ha in sè una forza di diffusione, un andare “oltre”. Questi sono due esempi di Ruota, quella di Pomaia, dell’ILTK e quella de La Pagoda, emblematica l’una, una suo eco l’altra.
Qui a La Pagoda di Pieve a Socana è da tempo, come chissà in quante altre aree del mondo, che coltiviamo questo proposito.
Noi a La Pagoda abbiamo realizzato, sullo stile tibetano, una Ruota delle Preghiere che diffonde lo stesso messaggio: “Possano tutti gli essere vivere in pace, armonia e concordia, rispettarsi l’un l’altro nelle differenze e contribuire assieme per il benessere di tutti”, è quel messaggio che il sanscrito risuola “Lokah Samasta Sukino Bhavantu”. Ogni giorno, ed ormai sono più di 20 anni che gira, è il nostro modo di diffondere questo messaggio.
Giungendo a La Pagoda, la prima sollecitudine è di imprimere movimento a questa Ruota.
Ci siamo cimentati in progetti di più ampio respiro, come il “Cammino per la pace da La Pagoda all’ILTK di Pomaia” più volte percorso. Quel progetto era davvero emblematico, la distanza da La Pagoda all’Istituto Lama Tzong Khapa, quei quasi 200 km., scompariva … eravamo di fatto sempre lì ad una Ruota e al messaggio del Buddha!
Quello de La Pagoda non era altro, che in piccolo, quello compiuto ora dai monaci giunti a Washington, non si tratta di “un” cammino, è “il” cammino alimentato dalla forza della coesione. Forza non certo materiale, ma impalpabile nell’animo di ognuno, forse andrebbe chiamata “determinazione”, determinazione di coscienza.
Thich Nhat Hanh ci sollecitava a fare della meditazione camminata il nostro segno, la nostra “incisione” sulla terra di un anelito, di una spiritualità qui presente con il mio passo.
L’anelito va certamente al di là di quello che “noi” abbiamo fatto e anche al di là di quanto ognuno di noi sta già facendo, supera anche il significato emblematico di ciò che hanno fatto i 19 monaci giunti a Washington.
L’anelito è quello di vedere che tutti questi passi possano, che tutti i miliardi di passi compiuti ora in tal modo, possano davvero essere quel suono di corno alle labbra di Arjuna, ad annunciare non una guerra di pace, ma una pace senza guerra.
Le utopie non sono facili da cancellare: “I have a dream”, un messaggio non dimenticato, vivo, seppur sottaciuto, nel cuore di ogni essere vivente.
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Questo è il messaggio che accompagna il giro di Ruota a La Pagoda. Ce lo ha donato la monaca Young sunim a conclusione della Cerimonia di Benedizione della Ruota nel marzo del 2015:
La condivisione dei meriti a conclusione dell’intensivo di Young sunim
presso La Pagoda del 20-23 marzo 2015
Trasferiamo i nostri meriti a tutti gli esseri di tutti i piani di esistenza, senza escluderne alcuno.
Possano tutti gli esseri essere liberi dalla sofferenza e gustare la gioia del Dharma.
Trasferiamo i nostri meriti ai nostri maestri e a tutti coloro che in qualche modo ci hanno insegnato qualcosa. Possano essi essere liberi dalla sofferenza e realizzare la liberazione.
Trasferiamo i nostri meriti per la pace nel mondo. Possano gli esseri vivere in armonia e concordia, rispettarsi l’un l’altro nelle differenze e contribuire assieme per il benessere di tutti.
Trasferiamo i nostri meriti a noi stessi, affinchè possiamo continuare a praticare la Via.
Possano gli ostacoli essere dissolti, possa la nostra mente gustare la beatitudine del samadhi e la liberazione del nirvana.
Trasferiamo i nostri meriti al luogo che ci ha ospitati e a tutti quelli che con la loro generosità e dedizione hanno reso possibile questo ritiro.
Alcuni minuti di silenzio per i propri voti particolari.
Young sunim
23 marzo 2015


