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Trimle ott – dic 2000 n° 4 Anno II

 

Una lettera da Wat Pah Nanachat   di Luca Rustici

Evam me suttam (I discorsi del Buddha)

L’Ottuplice Sentiero   di Massimiliano Foglini

 

 

Una lettera dal Wat Pah Nanachat(Luca Rustici)

 

Salve, sono Luca

Scusatemi se non vi ho scritto prima, ma era tutto troppo veloce, cambiava tutto troppo rapidamente e la penna non era in grado di seguire in tempo reale tutto quello che stava accadendo. Ogni cosa avessi scritto sarebbe divenuta obsoleta e totalmente sorpassata prima che io fossi arrivato alla posta.
Ora si incomincia a vivere nella routine e tutto scorre più lentamente tanto che talvolta diventa noioso.
Che dire di questa esperienza? Fantastica!
E’ incredibile come una baracca nella foresta abbia un potere così grande. I continui discorsi di Dhamma. La vita monastica circondato da giuste compagnie.
Troppe cose, troppe cose da raccontare.
Fuori dal monastero è stato altrettanto fantastico, ma anche questo vi racconterò un’altra volta, magari di persona. Oggi gradisco mandarvi una sintesi di quello che mi è stato trasmesso e che sto cercando di applicare quotidianamente. Ciao, ciao!!!

Lascia che la mente dimori nella sua natura,con la giusta visione.Serena e riflettentecome un calmo specchio di lago montano.Improvvisamente disturbi.Disturbi che generano movimento,sassi che increspano la mente.Ed ancora, ancora disturbi.Sono i pensieri.Sono poi le parole.Sono poi le azioni.Non gettare sassi nel lago.Ma se pensi almeno che sia il giusto pensare.Pensieri di rinuncia.Pensieri di amore gentile.Pensieri di compassione.Non gettare sassi nel lago.E’ solo movimento di disturbo,di un bimbo insoddisfatto,desideroso di un gioco.Movimento nato dall’insoddisfazione,insoddisfazione nata dal desiderio,desiderio senza fine.Non gettare i sassi nel lago.Apri la mano che stringe il sasso,lascialo andare.Se lasci andare un po’, otterrai un po’ di felicità.Se lasci andare molto, otterrai molta felicità.Se lasci andare completamente, otterrai completa felicità.Guarda la mente e semplifica la vita.Nulla altro c’è da fare.Ma dove è la mente?Dove guardare e cosa guardare?Segui i pensieri,loro la manifestano;afferrane uno,appena lo tocchi svanisce!Un altro… lo stesso.La mente dove è?Prendi un suono, un sapore, un odore,una immagine, una sensazione tattile,segui il pensiero che ne sorge.La mente dove è?La mente non c’è.C’è coscienza sensoriale,percezione,sensazione,fattore mentale,ma la mente non c’è.Viviamo centrati nella nostra mente,ma la mente non c’è.Viviamo aggrappati alla nostra mente,ma la mente non c’è.Viviamo schiavi della nostra mente,ma la mente non c’è.Sorridi a tutto ciò,e continua a guardare quello che non c’è.E’ la cosa più concreta da fare,tutto il resto è solo illusione.Spero di avervi dato qualche utile suggerimento e so che non mancherete di applicarli, sempre che, ovviamente non li stiate gia adottando da tempo!!!Buon lavoro e naturalmente: CHE POSSIATE ESSERE FELICI.P.S. Al monastero mi esortano a non trascurare la meditazione di calma mentale, qualsiasi tu voglia. In occidente sembra che siamo troppo concentrati sulla visione profonda e trascuriamo la quiete mentale.Samatha è vedere la perfezione.Vipassana è vedere l’imperfezione.Uniscile!!

LUCA

 

Evam me suttam ( i discorsi del Buddha ).Bhunijasutta

 

 Il principe Jayasena domandò a Bhumija: “Si dice che il vostro maestro insegna che, seguendo in attesa di un risultato la via dell’ascesi, non si ottiene alcun frutto, né si ottiene alcun frutto seguendo la via senza attesa e neppure se si segue la via a volte con attesa e a volte senza attesa. E’ vero questo?”

Bhumija rispose: “Io non ho mai udito dire questo dal nostro maestro, ma, al contrario ho udito dire da lui che, seguendo la via dell’ascesi, se ne ottiene il frutto sia che la si segua, sia che non la si segua, sia che non la si segua in attesa di un risultato”.

Lasciato il principe Jayasena, Bhumija andò a trovare il Buddha e gli domandò se era giusta la risposta che aveva data.

Il Buddha rispose: “E’ giusta e non giusta. Se quell’asceta segue opinioni sbagliate, ha pensieri errati, parla scorrettamente, agisce con cattive intenzioni, conduce una maniera di vivere non corretta, compie sforzi in direzione errata, si dedica alla concentrazione e alla meditazione non nella giusta maniera, egli, pur seguendo il cammino dell’ascesi, non ne otterrà frutto sia che lo segua con grande attesa di riuscita sia che lo segua senza attendere nulla. E questo perché? Perché il metodo è sbagliato.

Vedi, Bhumija, è come se uno che, avendo bisogno di olio, prendesse sabbia e la pressasse spruzzandola continuamente di acqua. Sia che egli attenda o non attenda di ottenere dell’olio, non lo otterrà mai.

E’ come se uno che avesse bisogno di latte e mungesse una mucca per un corno. Sia che attenda o che non attenda l’uscita del latte, questo non potrà mai venir fuori di là.

E’ come se uno avesse necessità di burro e, dopo aver versata acqua nella zangola, la sbattesse con l’apposita pala. E’ chiaro che sia che egli aspetti sia che non aspetti la formazione del burro, questo non potrà mai formarsi.

E’ come se uno volesse del fuoco e strofinasse dei pezzi di legno umidi e verdi: mai egli potrebbe ottenere del fuoco sia aspettando sia non aspettando il realizzarsi del fenomeno.

In tutti questi casi la causa del fallimento è uno sbaglio di metodo.

Se, invece, quell’aspirante asceta segue rette opinioni, retti pensieri, rette azioni, retta vita, retti sforzi, retta concentrazione e retta meditazione seguendo il Cammino della purezza, ne raccoglierà i frutti sia che lo segua attendendone la riuscita, sia che lo segua senza aspettarne risultati.

Così come colui che, volendo olio, pressa adatti semi oleosi, avendo bisogno di latte, munge una mucca per uno dei suoi capezzoli, o volendo burro, mette crema di latte nella zangola, o desiderando del fuoco, sfrega due pezzi di legno ben secchi, in tutti i casi egli riuscirà nell’intento sia che rimanga sia che non rimanga in attesa della riuscita.

Questo perché i metodi usati sono quelli giusti.

Perciò la tua risposta al principe Jayasena è corretta e non corretta allo stesso tempo”.

 

L’Ottuplice Sentiero.( Massimilano Foglini )

 

L’Ottuplice Sentiero è la strada che conduce alla cessazione della sofferenza, che porta alla Chiara Visione, alla Pace, alla Saggezza e al Pieno Risveglio.
Il sentiero che il Buddha ci ha amorevolmente e compassionevolmente indicato è la Via di Mezzo tra i due estremi della repressione e dell’indulgenza sensoriale e consiste in otto componenti di un’unica via spirituale e non di otto passi da eseguirsi uno dopo l’altro.
Dobbiamo immaginare gli elementi dell’Ottuplice Sentiero come dei fili intrecciati che formano un’unica fune. Per essere meglio compresi possiamo raggrupparli in tre sezioni:

1. SAGGEZZA     (Retta Comprensione, Retta Aspirazione)

2. MORALITÀ       (Retta Parola, Retta Azione, Retti Mezzi di Sostentamento)

3. CONCENTRAZIONE   (Retto sforzo, Retta Consapevolezza, Retta Concentrazione)

Cerchiamo adesso di approfondire, anche se brevemente, tutti gli otto elementi del Sentiero Buddhista.

RETTA COMPRENSIONE. E’ la comprensione che si manifesta dall’intuizione delle Quattro Nobili Verità del Buddha e quindi delle tre caratteristiche di tutti i fenomeni: l’Impermanenza, l’Insoddisfazione e il Non-sé.
Ogni Nobile Verità porta con se tre intuizioni, che sono il riconoscimento della Verità, il fatto che deve essere compresa e la sua effettiva comprensione. Applicandole direttamente avremo: “C’è ‘dukkha’ (sofferenza, insoddisfazione, ecc.); dobbiamo comprendere dukkha; dukkha è stato compreso”. “C’è l’origine della sofferenza, che è l’attaccamento al desiderio (brama); dobbiamo lasciare andare il desiderio; il desiderio è stato abbandonato”. “C’è la cessazione della sofferenza (dukkha); dobbiamo realizzare la cessazione di dukkha; la cessazione di dukkha è stata realizzata”. “C’è l’Ottuplice Sentiero (la via d’uscita dalla sofferenza); dobbiamo sviluppare questo Sentiero; questo Sentiero è stato completamente sviluppato”.
Per quanto riguarda la natura delle cose, è possibile descriverla attraverso tre caratteristiche. L’Impermanenza, intesa come il continuo cambiamento sia del mondo fisico (la relativa realtà della materia in costante trasformazione), che del mondo mentale (la variabilità dei contenuti psichici). L’Insoddisfazione che la transitorietà delle cose ci crea: l’insicurezza, la frustrazione, l’ansia; e il relativo desiderio di sicurezza e sforzo di far passare i disagi e procurarsi solo felicità. Il Non-Sé e cioè l’inesistenza di una vita separata, la mancanza di una propria essenza delle cose, di qualunque fenomeno fisico-mentale.

RETTA ASPIRAZIONE. E’ il nostro rivolgerci alla Verità delle cose così come sono, la nostra intenzione (libera da qualunque traccia di desiderio) di aprirci alla Bellezza, alla Bontà. E’ la nostra attitudine di mantenere sgombra la mente dalle tre radici malsane: Avidità, Odio e Ignoranza. E quindi il lasciar sorgere nella loro spontanea natura la Generosità, la Benevolenza e la Saggezza.

RETTA PAROLA. RETTA AZIONE. RETTI MEZZI DI SOSTENTAMENTO. Questi tre elementi del Nobile Sentiero ci indicano la nostra responsabilità per quanto riguarda ciò che diciamo e facciamo. Coltivando il ‘cammino della Consapevolezza’ non possiamo più ignorare certi nostri comportamenti, atteggiamenti o parole, cerchiamo quindi di essere in armonia con tutto il pianeta evitando di danneggiarlo in qualsiasi maniera e portando il nostro contributo di Pace e Benedizione a secondo delle nostre capacità. Per fare questo possiamo impegnarci nei precetti morali di: non causare danno ad alcun essere vivente, non prendere quello che non ci è dato, non abusare della sensualità, non mentire e non assumere sostanze o bevande che possano intorpidire la mente.

RETTO SFORZO. RETTA CONSAPEVOLEZZA. RETTA CONCENTRAZIONE. Gli ultimi tre aspetti del Sentiero si riferiscono allo sviluppo mentale. E’ il prendersi cura dei pensieri coltivando quelli salutari e smettendo di sviluppare quelli malsani. La Consapevolezza, oltre che ad aumentare la conoscenza di noi stessi, ci conduce verso la vera comprensione della Vita. La Meditazione tranquillizza la mente e la rende ‘penetrante’ ed intuitiva. Oltre che a calmare la mente, lasciando andare tutto, accettando le cose come sono, lasciando cessare le condizioni, toccheremo una Pace Profonda, Perfetta e Completa.

Se è importante riflettere sull’Ottuplice sentiero, è invece indispensabile percorrerlo… ‘qui ed ora’ osservando le cose ‘così come sono’, lasciando andare ogni illusione… adesso.

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