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Vivere in pace, giugno con Tae Hye sunim – Musang Am Lerici

Indicazioni per la pratica di Dharma – giugno 2018 (2562 E.B.): Vivere in pace

In diverse occasioni il Buddha ha pronunciato versetti d’insegnamento, di cui sono un esempio i seguenti, tratti dal Dhammapada:

197. Viviamo felici, liberi dall’odio anche in mezzo ai malevoli.
Tra gli ostili dimoriamo senza odio.

199. Viviamo felici, liberi da avidità anche in mezzo ai bramosi.
Tra gli avidi dimoriamo senza avidità.

200. Viviamo ben felici senza possedere nulla.
Godiamo la gioia come fulgidi esseri celesti.

201. La vittoria porta all’odio, perché gli sconfitti soffrono.
Chi ha abbandonato vittoria e sconfitta vive lieto e in pace.

202. Non esiste fuoco peggiore della brama, né malattia comparabile all’avversione; non vi è pena come l’attaccamento al corpo, né felicità pari alla pace interiore.

204. La salute è il migliore guadagno, la contentezza è la ricchezza migliore.
Un amico fidato è il migliore parente, il Nirvana è la massima beatitudine.

Per la pratica di giugno, vi consiglio di leggere spesso, quando fate la meditazione quotidiana, queste parole del Buddha, e di riflettere su come applicarle nella vostra vita. Meditando e lasciando cadere il nostro piccolo ego si apre un nuovo atteggiamento nei confronti della vita, che ci porta a lasciar andare molte cose futili. Chi nutre sentimenti ostili o rancori, non può essere felice. Liberarsi dall’odio e perdonare spesso non è facile; è possibile solo se ci liberiamo del nostro egocentrico modo di pensare.

L’avidità può riflettersi in avidità per la proprietà, desiderio di potere, brama di piaceri sensuali, senso di possesso verso un’altra persona eccetera. Se ci rendessimo conto che ogni cosa, compresa la proprietà, le persone o gli animali che ci sono cari, sono composizioni temporanee nel flusso spazio-temporale, comprenderemmo che in realtà non possediamo niente; al posto degli attaccamenti, dentro di noi sorgerebbe allora un senso di gratitudine per ciò che il mondo ci ha dato “in prestito”: la casa, il cibo, i piaceri culturali, le buone relazioni umane, il Dharma e tutto ciò che è buono.

Gli esseri umani sono solitamente inclini a conquistare qualcosa in qualche modo – che si tratti di denaro o di beni materiali, e talvolta anche p.es. vincere discussioni, dimostrando di essere i più intelligenti ed eruditi. Al contrario una persona che vive in pace si accontenta di poco e non cerca di essere vincitore. Nelle conversazioni evita le polemiche, non giudica gli altri, ma ascolta attentamente quello che essi vogliono dire.

Nelle parole del Buddha “il miglior regalo è la salute” troviamo anche il significato di una vera salute mentale: consapevolezza, equilibrio, pace della mente. In mezzo alle tempeste della vita possiamo chiederci: nella mia mente regna la pace interiore?”

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