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Il taoismo, una via del Buddha – Tae Hye sunim

 

 

Indicazioni per la pratica di Dharma – settembre 2026 (2570 E.B):

Dharma nel Daodejing (Tao Te Ching IV-III sec. a.C.)

Nello stesso periodo in cui il Buddha visse in India, vi furono saggi in diversi paesi che ebbero intuizioni dharmiche. Ad esempio, i greci Pitagora ed Eraclito e
in Cina Laozi.

Nel taoismo si parla del Tao/Dao, la Via armoniosa. Assomiglia alle parole mārga (Via) e Dharma del buddhismo.

Il Daodejing, attribuito a Laozi, contiene insegnamenti poetici che ogni tanto vengono letti anche dai buddhisti. Il capitolo 41 di Daodejing parla dei paradossi nella realtà umana e cosmica.

La vera saggezza si nasconde dietro ciò che appare debole, silenzioso o imperfetto agli occhi del mondo.
Capitolo 41:

• Quando l’uomo superiore ode il Tao, lo segue con impegno.
• Quando l’uomo medio ode il Tao, sembra ora ricordarsene ora dimenticarsene.
• Quando l’uomo inferiore ode il Tao, fa una grande risata. Se non ridesse, non sarebbe il Tao.

Perciò un detto antico afferma:

• La via luminosa sembra oscura.
• La via che avanza sembra retrocedere.
• La via piana sembra accidentata.
• La virtù suprema sembra una valle profonda.
• Il grande candore sembra macchiato.
• La virtù immensa sembra insufficiente.
• La virtù salda sembra instabile.
• Il grande quadrato non ha angoli.
• Il grande vaso è finito tardi.
• Il grande suono è di rado udibile.
• La grande immagine non ha forma.
• Il Tao è nascosto e non ha nome.
• Eppure è il Tao che sa dare nutrimento e compimento a ogni cosa.

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Quando ci sediamo in meditazione silenziosa, i concetti svaniscono, ci liberiamo dal piccolo ego e vediamo tutto in modo spazioso: il piccolo è grande e il grande è
piccolo, i successi sono perdite e i fallimenti sono successi, le forme perfette sono imperfette e le forme imperfette sono perfette.

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