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Pomaia è sempre vicina, 2008-2018 – Nel decennale Viaggio di consapevolezza da La Pagoda all’ILTH

La “Ruota delle Preghiere” dell’Istituto Lama Tzong Khapa anche quest’anno, nel decimo anniversario, è stata messa in moto, risuonando alla voce lontana di quella de La Pagoda…è il vento leggero di una Ruota che gira…

È un messaggio per tutti. Alle loro vibrazioni si diffonde nell’aria vicina e via via più lontana un messaggio o meglio una intenzione

“Che tutti gli esseri possano vivere liberi da sofferenza, sereni e in pace!”

Le utopie hanno qualche potere, ma le intenzione ne hanno eccome. L’intenzione è la miccia che mette in movimento, che dà avvio all’imponente Ruota dell’ILTK, a quella più semplice de La Pagoda sino a accendere le nostre responsabilità. Sulla forza delle intenzioni non si può discutere, è da esse che nasce il frutto…ma intanto ci interessa seminarli.

Quest’anno però niente cammino, niente dieci giorni da La Pagoda a Pomaia. Niente Loro Ciuffenna, niente Cavriglia, niente Radda, Castellina in Chianti, Poggibonsi, San Gimignano, Volterra, Montecatini in Val di Cecina, niente Castellina Marittima INVECE SÌ Pomaia e l’Istituto Lama Tzong Khapa!!!

Due parole tra amici, qualche telefonata ed eccoci in auto!!! È lunedì 13 agosto. Appuntamento all’autostrada all’uscita (ehm! entrata!) di Arezzo. Puntualissime le macchine si incontrano. Tappetini, cuscini, maglietta e via verso Pomaia.

Ogni viaggio è un viaggio. A piedi, in auto, in aereo…vogliamo giungere ben sapendo di essere ancor qui.  Il Cammino ti fa misurare lo spazio con i piedi, l’auto con il girare delle ruote, ma l’attenzione, tra parole lievi e dense, non si dimentica dell’intensità di una metà che si avvicina. C’è chi vuole andarci per rinnovare la profondità di una iniziazione, chi per immergersi nella spiritualità pervadente del luogo, chi per rianimare il proprio progetto e così di seguito. Le intenzioni si intrecciano nel rispetto e nella libertà reciproca.

Una volta giunti ci si disperde, ognuno alimenta un luogo, ognuno si alimenta ad un luogo. Nel Gompa, la Sala di Meditazione, ci si incontra, ci si incontra nel dare impulso alle Ruote, o nel girare attorno ad uno Stupa. Ogni luogo diviene il luogo in cui essere.

Il pranzo ci fa ritrovare con la gioia di aver tratto un piccolo tesoro che si coglie dal cenno del volto, da un sorriso, dalla delicatezza di un gesto. Nel grande setaccio della consapevolezza rimangono attimi di una ricchezza che non si disperde. L’amicizia travalica la conoscenza reciproca e diviene il lievito di una piccola luce che matura con i suoi tempi, i tempi del Sangha.

Il ritorno sembra cancellare tutto, tra scherzi e risate. È un modo di mettere in ombra un fuoco che ancora non siamo capaci di accogliere ma che rimane inciso, inamovibile, nella profondità di noi stessi. Basterebbe una parola, forse anche solo un cenno, per ritrovarci ancora lì nel raccoglimento. Senza dubbio lo saremo una volta tornati nelle nostre case e la porta si chiuderà alla nostre spalle o quando ci ritroveremo nella sala de La Pagoda dove un Buddha silenzioso ci sorride.

La profondità dell’intenzione condivisa comincerà a fermentare. Il ricordo si riaccende nel presente.

 

Che ogni passo verso la meta possa essere la miccia che ravviva il cuore.

 

Storia

Non è l’8 agosto del 2008 quando, in occasione dell’apertura dei Giochi Olimpici di Pechino, partì da La Pagoda per Pomaia, la prima “Staffetta della Pace”. Allora lo scopo era quello portare in primo piano la Questione tibetana. La repressione cinese pochi mesi prima aveva raggiunto dimensioni inaspettate con la morte di circa cento persone e l’imposizione a Lhasa della legge marziale. In questo spirito partì da La Pagoda questo cammino “Per i Paesi e per gli uomini, per ognuno di noi, per chi ancora non conosce la pace”. Da allora, quasi ogni anno, ha preso avvio da La Pagoda questo Cammino. Questa di oggi, 13 agosto 2018, è appunto la nona edizione che sta portando in sé dieci giorni di cammino, che sta portando in sé una aspirazione che non ha tempo.
8ago  Insieme con Geshe T. Temphel
 

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